Cripta Sant’Eleuterio

Pubblicato da Cortellenica il

L’Università del Salento arriva a Matino per riqualificare due importanti aree archeologiche: la grotta di Sant’Ermete la cripta di Sant’Eleuterio. La cattedra di Archeologia medievale del dipartimento di Beni culturali dell’ateneo leccese ha già presentato al Comune i progetti preliminari individuando le varie fasi di studio e indagine scientifica ed archeologica, gli interventi di bonifica di protezione e promozione. «I progetti sono stati elaborati da esperti che operano presso la facoltà di Beni culturali quali Elettra Ingravallo, docente di Paletnologia per la grotta di Sant’Ermete e il professore Paul Arthur, docente di Archeologia Tardo antica e Medievale per quanto riguarda lo studio della cripta di Sant’Eleuterio», afferma  Antonio Costantino, sovraintendente ai Beni culturali del Comune.

Attualmente entrambi i siti sono in stato di abbandono anche se negli anni, almeno per Sant’Ermete,  si è cercato di “limitare” l’avanzare delle costruzioni edilizie. La grotta situata nella parte alta del paese venne scoperta nel 1965 e risale all’età del Paleolitico visto che al suo interno sono stati rinvenuti resti risalenti all’uomo di Neanderthal.  Diversa è la situazione della cripta di Sant’Eleuterio situata a nord-est sull’omonima collina verso Collepasso. Il paesaggio, infatti, è stata trasformato in pochissimo tempo da distese di pannelli fotovoltaici che hanno sconvolto il territorio già invaso da tanti ripetitori e tralicci, “intrappolando” le testimonianze risalenti a circa 600 anni fa che indicano, nello specifico, la presenza dei monaci basiliani.

L’opera di studio e di recupero non è ancora una certezza, bisognerà, infatti, attendere il finanziamento dei due progetti (da 75mila euro per S. Ermete) da parte di enti privati ovvero dal Ministero dei Beni culturali.

Cortellenica:
Categorie: CRIPTE

0 commenti

Lascia un commento