I “pezzetti de cavaddhu”

Pubblicato da Cortellenica il

Un piatto che non può mancare sulle tavole salentine, nelle sagre, nelle trattorie o nei self-service. I pezzetti di carne di cavallo.

Pronunciare l’intero nome è in realtà superfluo, basta fermasi alla parola pezzetti per capire perfettamente di cosa si stà parlando. Un piatto il cui rifiuto è equiparato ad una bestemmia dal salentino doc, anche se probabilmente non autoctono di terra d’Otranto ma proveniente da molto lontano, dalla cultura romanì.

La presenza romanì nel regno di Napoli è nota da tempo ormai e, nonostante i vari ordini di espulsione, l’ampia stima di cui godevano presso nobili e potenti ha permesso loro di ottenere visti particolari tramite i quali “amalgamarsi” con la popolazione locale.

Grandi fabbri e conoscitori del mondo equino, ai romanì venivano attribuite quasi doti soprannaturali: si dice che potevano guarire un cavallo da qualsiasi malattia sussurrandogli qualcosa nell’orecchio. La loro presenza era quasi sempre associata a quella di questo animale, di cui divennero inoltre grandi commercianti, contribuendo, probabilmente, a farlo entrare tra gli ingredienti della gastronomia locale.

Per preparare al meglio la carne di cavallo è opportuno bollirla, tagliata a pezzi, per circa 5 minuti, insieme ad aromi vari come ad esempio una mezza cipolla ed un rametto di rosmarino. Dopodiché va rosolata in padella con abbondante olio di oliva, un po’ d’aglio e la cipolla con la quale è stata precedentemente bollita. Aggiungere a questo punto abbondante salsa di pomodoro e cuocere tutto a fuoco lento fino a che la carne non diverrà ben cotta e morbidissima. Si deve sciogliere in bocca! Aggiustare di sale e aggiungere pepe e peperoncino a piacimento. Fonte

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Categorie: RICETTE

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