La Chiesa Cattedrale Maria SS. Assunta in Cielo

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L’esistenza della diocesi di Ugento é documentata dalla fine del XII secolo.

La costruzione dell’attuale cattedrale ebbe inizio nel 1718 grazie al lascito ereditario di mons. Antonio Carafa (1663 -74), napoletano della Congregazione dei Teatini, e fu completata solo nel 1743.

Il sito scelto per la sua erezione fu alle spalle della precedente cattedrale, intitolata a s. Vincenzo. I lavori furono affidati ai maestri costruttori De Giovanni di S. Pietro in Galatina e furono completati da Pasquale Margoleo di Martano. Il vescovo Arcangelo Maria Ciccarelli (1736 – 1747), di Altamura (Ba), già arcivescovo di Lanciano (Ch), consacrò la nuova cattedrale il 30 giugno del 1743, dedicandola alla Madonna Assunta e a s. Vincenzo levita e martire. A futura memoria l’arma del vescovo fu riprodotta in bassorilievo al di sotto della finestra circolare della facciata disadorna. Ammodernamenti alla cattedrale furono apportati sotto l’episcopato del patrizio leccese mons. Giovanni Donato Durante (1768 – 1781) che sulla controfacciata fece apporre la grande lapide, con lo stemma di mons. Carafa, in ricordo del vescovo che ne aveva promosso la costruzione. Nell’iscrizione però il lapicida per errore datò la consacrazione della chiesa al 1745 anziché al 1743.

In memoria di mons. Durante, alla sua morte, la sorella Margherita con lo zio materno, conte Saverio Guidotti, gli eressero un monumento sepolcrale col suo ritratto, addossato alla parete sulla sinistra dell’ingresso. L’epitaffio incisovi esalta la parsimonia che il vescovo leccese ebbe verso se stesso e la prodigalità che usò invece per la decorazione del tempio
A sua volta il vescovo brindisino mons. Giuseppe Monticelli (1783 – 1791) commissionò il pulpito ligneo che andò a formare un unico corpo con l’organo donato da mons. Ciccarelli.

Mons. Francesco Bruni (1837 – 1863) di Bisceglie (Ba) fece innalzare nel 1843 la torre campanaria; nel 1855 fece realizzare il pronao in stile neoclassico e sulla sommità della facciata della chiesa fece riprodurre il proprio stemma.
Nel 1902 infine, mons. Luigi Pugliese (1896 – 1923), di Cerignola (Fg), fece sostituire l’antico pavimento e posizionare l’attuale in marmo, apponendo una lapide col suo stemma.

Di rilievo sono le modificazioni compiute da mons. Giuseppe Ruotolo (1937 – 1968), di Andria (Ba), nel presbiterio e nel cappellone del Sacramento, negli anni 1940 -1943.

Nel 1976 il barese mons. Michele Mincuzzi fece riorganizzare l’area presbiteriale per la concelebrazione eucaristica, nel clima del rinnovamento avviato dalla riforma liturgica ispirata dal Concilio Vaticano II. I restauri delle tele e dell’altare maggiore negli anni ’90 del secolo scorso, assieme a quelli recenti degli altari laterali, nonché delle strutture lignee del coro e dell’organo, hanno restituito la varietà dei colori che caratterizzavano la chiesa madre della diocesi ugentina.

L. Antonazzo

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Categorie: CHIESE

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