Territorio Presicce

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Presicce, fra ‘700 e ‘800, era addirittura nota come “città sotterranea”, a causa dell’alto numero di frantoi ipogei (oltre 30), nascosti sotto la piazza principale, che producevano quell’olio lampante destinato ai mercati di tutta Europa, ma anche all’illuminazione locale. Un caso unico, forse dovuto alla presenza di varie falde acquifere superficiali.

C’è un mistero nel Salento leccese, in un piccolo comune del profondo sud, Presicce, 23 frantoi ipogei, tutti insieme, lavoravano le olive che avrebbero dato l’olio lampante che partendo dal Comune di Gallipoli arrivava in tutta Europa. Presicce una vera e propria “Città sotterranea” i dati dell’onciario del 1745 mettono in evidenza che furono censiti a Presicce 17 frantoi ipogei “tarpeti per triturar olive”, poi nello Stato di Sezioni del 1816 si rilevano 23 frantoi , mentre nello Stato degli utenti Pesi e misure soggetti alla verificazione periodica per l’anno 1885 diventano 21

La maggior parte dei trappeti ipogei, scavati nella roccia calcarenitica, si sono diffusi  tra il XVII e il XIX secolo nel centro storico di Presicce.

Ve ne sono diversi  in piazza del Popolo, intorno al Palazzo ducale, davanti la Chiesa Madre e in via Gramsci. Sembra che a Presicce vi fosse una delle più alte concentrazioni di tappeti a grotta. Essi costituirono l’asse portante dell’economia locale. I frantoi e i torchi erano del tipo “alla calabrese” e finirono di produrre olio  verso la fine dell’Ottocento.

Oggi alcuni di questi sono stati restaurati e sono visitabili.

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Categorie: FRANTOI IPOGEI

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