Villa del Vescovo

Pubblicato da Cortellenica il

Villa del Vescovo 1755-1838

Destinata ad essere sede estiva del Vescovo di Nardò. Lo stile di questa costruzione è neoclassico: timpani triangolari sulle finestre del piano superiore e cornicione a mensole che è un tipico motivo classico riproposto anche nei palazzi rinascimentali. Il vescovo Petruccelli, nel 1755, ne avviò i lavori, e il suo pastorale è posto in memoria sul portone principale, ma l’ultimazione del 1838 vide goderne i benefici a monsignor Lettieri, il cui stemma domina il loggione: le due fabbriche si riconoscono da elementi barocchi alternati a quelli neoclassici. Alla fine della Grande Guerra, qui vi fu la prima colonia estiva per i figli dei combattenti di Terra d’Otranto. Elementi barocchi riscontrabili nelle esuberanti decorazioni sotto le finestre del piano terra. Prospetto suddiviso da paraste con capitelli.

La vita in villa ha origini antiche: furono i Romani i primi a costruire monumentali ville; quando il vivere in campagna divenne pericoloso, le dimore furono abbandonate oppure trasformate in case fortificate o addirittura in castelli. La vita in villa riprese nel Rinascimento. Poi le fastose ville barocche del ‘600 e del ‘700. C’è chi dice che il termine «Cenate» derivi da una qualità di uva locale quasi asprigna, «acenatu». Le ville si distinguono per l’eclettismo, ovvero per un assortimento di stili che convivono uno accanto all’altro (Moresco, Liberty, Neoclassico, Neogotico).

Cortellenica:
Categorie: PALAZZI STORICI

0 commenti

Lascia un commento